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Filosofia

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Un violino, come una viola un violoncello o un contrabbasso, è un oggetto che possiede svariate caratteristiche.

Fra queste ne troviamo due, che spiccano fra le altre: l'estetica e la sonorità.

Perchè queste due sono considerate più importanti di altre?

Il motivo sta nel fatto che entrambe possiedono una capacità, ovvero quella di poter trasmettere qualcosa di intangibile, di universale...di poter trasmettere bellezza.

Ci capita nella vita di essere attratti dalla bellezza di qualcosa...da un corpo di donna o di uomo per esempio...poi però ci accorgiamo di utilizzare la stessa parola BELLO per descrivere un altro corpo, diverso dal primo.

Utilizziamo quindi lo stesso termine per nominare due o più particolari reali...in questo caso due corpi umani.

Succede poi di renderci conto di utilizzare lo stesso aggettivo, bello, in relazione a tutt'altro genere di cosa...ad esempio per parlare della bellezza dell'anima, o della bellezza interiore, quindi non più esterna, non più fisica come nel caso dei corpi umani, ma riferita a qualcosa di astratto.

Allo stesso modo possiamo utilizzare sempre la parola bello per descrivere una teorema matematico o una sonata per violino solo...e via dicendo.

Ci accorgiamo quindi di utilizzare gli stessi aggettivi per definire dei particolari reali molto diversi fra loro.

Possiamo dunque affermare che: al variare di particolari reali, esiste qualcosa al loro interno che rimane fisso, che non varia...questo qualcosa è il bello.​

Compiere questo passaggio, ovvero individuare ciò che non varia, significa ASTRARRE.

Più precisamente astrarre significa estrarre ciò che non varia.​

Tutto questo ha un fortissimo potere creativo...perchè?

Perchè, se sarò in grado di astrarre correttamente, potrò tenere fermo il bello e giocare sulla variazione di tutto il resto creando un nuovo oggetto, un nuovo particolare reale che sarà in grado di darmi bellezza.

In conclusione, questo è il motivo per cui consideriamo bello un violino di Giuseppe Fiorini ed allo stesso modo percepiamo la bellezza di un violino Nicola Amati...o ancora ritroviamo il BELLO in una viola di Antonio Stradivari o un violoncello di Gaetano Sgarabotto.​

Strumenti che cambiano in maniera portentosa l'uno dall'altro, ma che mantengono stabile un elemento che li accomuna.